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Ricerca e Sviluppo

I libri possono superare i secoli, ma qualcuno se ne deve pur prendere cura perché ciò accada.

L’idea alla base di Libriproibiti è sempre stata la stessa: portare libri “inaccessibili” (per i loro costi) al grande pubblico, cercando di lasciare il più possibile intatto lo stile coevo dell’opera originale.

Vi faccio un esempio: oggi, il Malleus Maleficarum del 1519 originale (quindi un post-incunabolo), può valere tra i 6.000 e i 12.000 euro sul mercato del libro antico. Se lo si volesse avere nella propria libreria, occorrerebbe sborsare quindi una cifra decisamente inaccessibile ai più, o accontentarsi di una copia anastatica rilegata in brossura. Tutto questo mette a dura prova la mente del bibliofilo o il mero collezionista di cose rare.

Libriproibiti si attesta nel mezzo, promuovendo un valido compromesso tra rarità e mercato “di consumo”.

La nostra produzione, si incentra sul ricreare un libro come doveva essere all’epoca della sua edizione Principe, mantenendo intatto quanto più possibile.

I libri possono superare i secoli, certo, ma a volte il restauro non basta.

L’intento che si cela dietro l’opera di Libriproibiti è soprattutto il mantenimento, attraverso i secoli, di opere che altrimenti sarebbero destinate a scomparire nell’oblio come riporta il progetto UNESCO Memory of the Worl”:

Il patrimonio documentario mondiale appartiene a tutti, e dovrebbe essere pienamente conservato e protetto per tutti e, nel dovuto rispetto dei costumi culturali e delle esigenze pratiche, dovrebbe essere permanentemente accessibile a tutti senza ostacoli.

Il programma Memoria del Mondo si propone di:

  • Facilitare la conservazione del patrimonio documentario mondiale, in particolare nelle aree colpite da conflitti e/o disastri naturali;
  • Consentire l'accesso universale al patrimonio documentario in tutto il mondo;
  • Aumentare la consapevolezza del pubblico sull'importanza del patrimonio documentario.

Ecco perché titoli come il De Divina Proportione di Luca Pacioni, il De revolutionibus orbium coelestium di Copernico, l’Hypnerotomachia Poliphili (attribuito a Francesco Colonna), o il misterioso manoscritto Voynich (e decine di altri titoli), sono stati da noi recuperati e restaurati in digitale, rilegati a mano secondo l’antica arte della legatoria italiana e resi disponibili affinché la loro memoria non sia perduta nel tempo.

Certo, ma non è cosa che si improvvisa dall’oggi al domani.

Serve conoscere la materia e sapere cosa cercare. Cercare è infatti la parola chiave, perché molte delle opere del passato ci sono giunte distrutte da tarli, allagamenti, incuria e chissà cos’altro, ed è estremamente difficile trovare opere complete. Non per nulla si chiamano “libri rari”. A volte ci si imbatte in titoli ai quali mancano intere pagine, o carte devastate dal passaggio di tarli e roditori, ed è qui che inizia la ricerca. Occorre ricercare proprio “quell’edizione” e se esiste un suo fratello gemello sperando sia meglio conservato, e che proprio quelle pagine, la 238 e la 239 siano integre, affinché sia possibile integrarle laddove sono state trovate carenze o erosioni del testo.

Ma a volte la fortuna non è dalla nostra parte. Il libro potrebbe essere l’unica copia esistente e ricostruire le sue carenze potrebbe rivelarsi un viaggio verso il deterioramento mentale. Per darvi un’idea di quanto detto, sappiate che da quattro anni stiamo lavorando alla ricostruzione di un’opera del XVI secolo di 700 pagine (al momento non possiamo ancora dirvi quale) e, attualmente, ci troviamo ancora a un terzo del lavoro. Per quale motivo ci stiamo mettendo così tanto tempo? Ebbene, siamo in possesso di sette edizioni in digitale, ognuna stampata in decenni e stampatori diversi. Ma la cosa peggiore è che quasi ogni pagina di ogni edizione è danneggiata, e occorre capire per ogni singola riga scritta, illustrazione, capitolo, eccetera… cosa è recuperabile e cosa no. Quale edizione e quale no. Se il testo è sempre coerente in base all’illustrazione che riporta a fianco. Soprattutto, da quale edizione di queste sette partire per ricostruire il tutto? Quale di queste è nelle condizioni migliori e quale nelle peggiori?

È questo è solo l’inizio.

Già, perché a volte accade che una o più pagine non abbiano un “donatore” adeguato, o che siano talmente diverse tra loro da rendere impossibile una integrazione. Ed è qui che inizia il “divertimento”, perché in casi come questo è necessario mappare una intera pagina in ottime condizioni ed estrarre i caratteri tipografici migliori e isolarli, identificare le illustrazioni associate a quella pagina e iniziare a… riscrivere interamente la pagina mettendo un carattere alla volta, ben allineato, stessa interlinea, stesso tutto. E sperare di non arrivare alla fine della pagina con righe orfane. Fin qui è tutto possibile, lineare. Sì, se la pagina di riferimento da ricostruire è leggibile…

Terminato il processo di ricostruzione, si passa alla prova di stampa, e qui molto spesso la disperazione è dietro l’angolo. Non è affatto detto che la resa dei colori e i contrasti delle illustrazioni reggano alla prova della stampa e allo sguardo micidiale dell’editore. Se qualcosa non torna, si identifica il problema e lo si corregge. Punto, non ci sono ragioni che tengano.

Se invece il tutto supera il vaglio della stampa, allora si procede a definire il layout della copertina. Anche in questo caso ci sono dei termini da rispettare, ed è il motivo per il quale, solitamente, definiamo più stili da associare a quell’edizione: non sarebbe molto coerente una copertina in pelle stile vittoriano per un Malleus Maleficarum, giusto per intenderci. Vengono allora scelti i materiali e i colori, se la copertina deve essere invecchiata a mano o no, se è possibile offrire più varianti, e se ha senso renderla disponibile anche in una versione più economica.

Anche questo è un punto chiave, dato che non avrebbe molto senso vendere un’edizione di Sherlock Holmes nella versione economica rilegata a mano. Chi vuole una copia del Mastino dei Baskerville di Doyle, ha a disposizione migliaia di edizioni diverse (brossura, rilegate in filo refe, cartonato, eccetera), e spendere molto poco. Ma se ama così tanto Sherlock Holmes, da noi quel titolo lo trova nella versione rilegata a mano, una copia unica, di pregio. Stessa cosa dicasi per Alice Adventure’s Underground di Lewis Carroll e tante altre opere del passato.

In tutto questo processo produttivo, abbiamo omesso le decine di variabili (leggasi problematiche) che si sono immancabilmente presentate nel corso degli anni. Ve ne diamo giusto un assaggio per la vostra delizia:

  • rimozione di texture o sfondi a macchie su tutte le pagine di un’opera mantenendo il testo intatto per la stampa anastatica, completamente ripulita;
  • testi per i quali abbiamo cercato per giorni e giorni pagine mancanti, per poi scoprire che si trattava di errori di numerazione dell’epoca. In poche parole, certi libri sembravano troncati, e questo accade con pagine a tavola intera: se fosse solo testo, basterebbe infatti solo seguire la coerenza di quanto scritto, ma se si tratta di una sequenza di pagine o tavole numerate, e questa numerazione è sbagliata da sempre, ecco che la cosa può indurre in inganno;
  • testi da reimpaginare completamente da zero (producendo così le nostre edizioni originali), come il Dissertazioni sui Vampiri di Calmet del 1756, cercando di districarsi tra grammatiche e parole che oggi farebbero venire un colpo agli Accademici della Crusca.

Giusto per citarne tre.

Un po’ di curiosità

Quanto tempo occorre per creare un libro?

Esclusa la parte di ricerca e sviluppo (che viene fatta una volta sola), un libro viene stampato e rilegato a mano su richiesta, e richiede almeno due giorni di lavorazione. Questo soprattutto perché il libro ha almeno due fasi di “posa” lunghe ore (anche 8 ore), dove prende la prima forma nel torchio, e la seconda per saldarlo perfettamente alla copertina.

Perché i libri non hanno la stessa copertina dell’originale testo antico?

Perché non esiste un libro con la stessa copertina, anche se si tratta della stessa identica edizione. In epoca antica, le tipografie stampavano e vendevano il libro sotto forma di “carte sfuse” che l’acquirente doveva portare a far rilegare da un rilegatore. A volte capitava che il maestro artigiano fosse lo stesso, e che più testi della stessa edizione venissero rilegati dalla stessa persona, dando come risultato stesse copertina, ma non era cosa così scontata.

Avete un negozio fisico?

Purtroppo, no, e se lo avessimo, forse avremmo già chiuso l’attività anni fa a causa dei costi a dir poco folli. Lo diciamo senza mezzi termini: un’attività come Libriproibiti in un paese come l’Italia che mette l’arte e la cultura in fondo alla lista di “cose importanti” fa rabbrividire, inorridire e anche tirare diverse imprecazioni, ma ci tocca vivere qui e lavorare qui (almeno per ora), dove fare impresa e avere idee innovative è considerato quasi un problema. Questo è, in un paese dove lo “sport del calcio” muove tutto, e arte, istruzione e cultura subiscono continui tagli, quasi fosse una cosa superflua (o una cosa voluta ci viene ormai da pensare). Se Libriproibiti vive, è soprattutto grazie a chi acquista dall’estero, e tutto il nostro AMORE va soprattutto a voi, USA, Canada, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Regno Unito, Austria, Belgio, e agli italiani che amano ancora la cultura e la bellezza dell’arte (e che in qualche modo lottano contro le brutture del mondo insieme a noi). Grazie ♥

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